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Lo smantellamento delle postazioni militari sarebbe la risposta al raid statunitense che domenica scorsa ha ucciso otto civili in territorio siriano, al confine con l’Iraq.
La Siria accantonerebbe dunque un precedente accordo con gli Stati Uniti, per il controllo della sua forntiera irachena: ritenuta un punto di passaggio per le attività dei terroristi.
E l’ambasciata statunitense a Damasco giovedi’ è restata chiusa, mentre in città si svolgeva un’imponente manifestazione anti-americana.
Washington non ha riconosciuto ufficialmente la paternità del raid di domenica, ma fonti militari statunitensi hanno confermato che l’attacco era diretto contro un leader di al-Qaeda.
Una vicenda destinata ad accrescere l’attrito tra Siria e Stati Uniti. Come dimostra la manifestazione di giovedi’ a Damasco. E per i fatti di domenica la Siria ha già rotto le relazioni diplomatiche col governo iracheno.
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