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La tragedia nel sottomarino nel Mar del Giappone riporta alla memoria il Kursk, il sommergibile nucleare gioiello della Marina russa che affondò nel Mare di Barents nell’agosto 2000, con i 118 marinai a bordo.
Mosca rifiutò l’offerta di aiuto straniero e non riuscì a riportare in salvo il sommergibile. Morirono tutti. Forti furono le polemiche allora nei confronti di Vladimir Putin, appena diventato presidente.
Ma sono diversi i precedenti di incidenti mortali. Nel 2006 sul Danil Moskovski due marinai muoiono asfissiati in un sottomarino nel Mare di Barents. Sul K-159 affondato nel 2003 i morti sono nove. Nel 1998 sul sommergibile Tomsk si verifica una fuga di ammoniaca e di azoto: muoiono in sei.
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