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Immigrazione, risorse energetiche, diritti umani sono tutti capitoli di una trattativa che si apre oggi e durerà circa un anno.
Il riavvicinamento era stato una promessa di Bruxelles dopo la liberazione da parte di Tripoli delle infermiere bulgare, accusate di aver propagato il virus dell’HIV.

Un’apertura dei mercati del pesce e una collaborazione su immigrazione e turismo sono le carte che hanno convinto Tripoli a sedersi al tavolo delle trattative. In contropartita, la delegazione di Bruxelles è stata chiare sulle richieste di maggiore democrazia e rispetto dei diritti umani, non proliferazione delle armi di distruzione di massa e adesione ad un economia di mercato, prima che si possa parlare di amicizia rafforzata con la Libia. Ma Tripoli sa bene che l’Europa, specialmente visti i problemi con la Russia, non può trascurare le riserve energetiche libiche.

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