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L’Italia diventa il maggiore sponsor dell’ingresso della Turchia nell’Unione europea. La promessa è arrivata da Smirne, dove si è svolto il primo vertice intergovernativo italo-turco con il premier italiano Silvio Berlusconi e l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan. Oltre a scambiarsi opinioni in vista del G20 di Washington e a firmare l’accordo istitutivo di un’università italo-turca a Istanbul, i due leader, insieme ad alcuni loro ministri, si sono impegnati nel rafforzare la cooperazione in materia di energia, difesa, infrastrutture, politica estera.
Berlusconi ha chiamato in causa la resistenza di alcuni Paesi europei all’ingresso della Turchia in Europa. Tuttavia, ha sottolineato, si riuscirà a convincere questi Paesi dell’importanza strategica del Paese come Paese di frontiera nei confronti del Medio Oriente. Le resistenze arrivano, però, anche dall’interno. La Lega Nord, infatti, frena e dice che non ci sono le condizioni per l’ingresso nel club dei Ventisette.
La Turchia è in pieno negoziato dal 2005, ma il processo va a rilento. Secondo l’ultimo rapporto di avanzamento dei Paesi candidati, la strada da percorrere, dai diritti umani alla proprietà intellettuale, è ancora lunga.
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