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I leader del G20 hanno raggiunto un accordo sulla dichiarazione finale, che conterrà un’intesa sui metodi da seguire per ristabilire la fiducia sui mercati. In particolare, è emerso un chiaro rifiuto al protezionismo e l’intenzione di risolvere la crisi proseguendo sulla strada del liberismo.
Come aveva già dichiarato il presidente americano uscente George Bush: “Sono contento che i leader stiano riaffermando in questa sede i principi del libero mercato e del libero scambio. Uno dei pericoli che possono capitare in crisi come questa è che si vada verso politiche protezionistiche. Ovviamente la crisi non è finita e anche se abbiamo fatto qualche passo avanti rimane ancora molta strada da fare”.
I leader hanno detto che è necessario avere una cooperazione a livello macro-economico per sostenere la crescita. Per quanto riguarda la riforma del capitalismo, saranno i ministri delle Finanze a stilare entro il 31 marzo una serie di proposte precise e concrete per aumentare la vigilanza e la trasparenza dei mercati finanziari. Proposte che saranno discusse nel prossimo G20 che si svolgerà nel Regno Unito in aprile.
Nel documento finale non dovrebbe esserci, invece, alcun riferimento a un futuro consiglio di sorveglianza dei principali istituti finanziari mondiali, come era stato prospettato all’inizio. Dal summit è emersa anche la necessità di rilanciare i negoziati dell’Organizzazione mondiale del commercio.
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