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La riforma della costituzione russa che porta da quattro a sei anni il mandato del capo dello stato, ha sollevato la protesta del cartello delle opposizioni.
A Mosca sono scesi in piazza i militanti di diverse formazioni, tutti uniti nel contestare il progetto avanzato dal presidente Medvedev, tacciato di autoritarismo.
“E’ un messaggio assai cinico rivolto ai russi e a tutto il mondo”, ha detto l’ex campione di scacchi e leader dell’opposizione democratica Gary Kasparov. “Vogliono restare al potere, e non importa a che prezzo”.
Le critiche che piovono sul capo del presidente Medvedev si riferiscono alla possibilità di un ritorno al Cremlino di Vladimir Putin, attualmente a capo del governo. Un ritorno che grazie alla modifica della Costituzione, potrebbe garantirgli altri 12 anni di gestione.
Dopo la prima approvazione della Duma, che ha registrato il solo voto contrario del Partito Comunista, la riforma della Costituzione – che prevede anche l’estensione della legislatura da quattro a cinque anni – dovrà passare al vaglio della Camera Alta, prima di ricevere il definitivo avallo presidenziale.
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