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Cinque tonnellate di teste di tonno rosso davanti al ministero francese dell’Agricoltura e della Pesca. Greenpeace usa le sue armi per chiedere ancora una volta il blocco della pesca del tonno, denunciando, allo stesso tempo, l’irresponsabilità della Francia che presiede l’Unione. Sono i politici che devono prendere una ferma decisione, per l’organizzazione ambientalista, che ricorda, lo stock di tonno rosso negli ultimi due decenni è diminuiti dell’80%.
La vivace protesta di Greenpeace coincide con l’apertura della riunione a Marakech della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico, che conta 45 paesi. La riunione, che si chiude il 24 novembre, è cruciale per decidere il futuro di questo tipo di pesca. In molti chiedono una moratoria. La questione divide, in ballo ci sono non solo interessi di tipo ambientalistico, ma anche economici e sociali. Sei paesi sono interessati a questo tipo di pesca, Francia, Spagna, Italia, Grecia, Malta e Cipro. Nel 2007, era stata autorizzata la pesca di 29 mila tonnellate e mezzo, la pesca effettiva è stata di 61 mila tonnellate. Più del doppio.
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tags: Ambiente, Manifestazione, Pesca
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