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Insieme per “sistemare le cose”, con l’incognita Iraq. Barack Obama e John McCain si sono incontrati per la prima volta, dopo il voto del 4 novembre. Da ex-rivali a collaboratori, sotterrata l’ascia di guerra, a Chicago, il Presidente-eletto degli Stati Uniti si è rivolto al Senatore repubblicano in tono amichevole. Obama ha parlato di collaborare per “sistemare le cose” e ha ringraziato McCain per l’enorme servizio prestato al Paese.
Affiancati dai rispettivi assistenti – per Obama c’era Rahm Emanuel, futuro capo dello staff della Casa Bianca – in una dichiarazione finale congiunta i due hanno voluto fare capire che intendono lanciare una nuova era di riforme per cambiare il clima a Washington.
Ma la neonata collaborazione potrebbe sgretolarsi in politica estera, nello specifico sull’Iraq. Il governo di Bagdad ha approvato l’accordo con Washington che prevede la partenza definitiva dei circa 150.000 soldati Usa entro la fine del 2011. Manca solo il “sì” del Parlamento. Obama ha ribadito l’intenzione di ritirare il grosso delle truppe Usa in 16 mesi, da qui al 2010. E un ritiro troppo rapido, di certo non trova McCain d’accordo.
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tags: Guerra in Iraq, USA
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