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Siamo a rischio fallimento e non per colpa nostra. Le teste di serie dell’industria automobilistica americana hanno ribadito alla commissione bancaria del senato la necessità di ricevere credito per 25 milioni di dollari cosi’ da evitare il tracollo.
Se una sola tra General Motors, Ford o Chrysler dovresse affondare sarebbero circa tre milioni i lavoratori in pericolo, innescando l’ effetto domino sulle altre.
“Chiediamo aiuto per una ragione – ha detto Robert Nardelli, numero uno di Chrysler- dobbiamo far fronte alla recessione causata dalla crisi finanziaria, sta devastando l’industria dell’auto . Con il mercato del credito bloccato, l’americano medio non può più comprare o affittare un’auto”
Dopo il no della Casa Bianca perchè i 700 miliardi di dollari del piano Paulson servano anche alla causa delle “tre sorelle di Detroit” dalla camera dei rappresentanti si apre uno spiraglio: l’aiuto è possibile se c‘è un piano credibile di rilancio a partire dall’utilizzo di nuove tecnologie.
Intanto l’ Europa segue con attenzione gli sviluppi, per evitare le eventuali conseguenze negative sul vecchio continente. I costruttori dell’automobile europei hanno chiesto per ora un prestito a tasso ridotto di 40 miliardi di euro.
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