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Contrordine, il processo per l’omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaia si terrà a porte chiuse. Lo ha deciso il tribunale militare incaricato del caso, lo stesso che lunedì scorso aveva promesso un processo aperto al pubblico.
Il ripensamento – secondo la corte – sarebbe dovuto a una richiesta dei giurati, contrari a presentarsi in aula davanti ai giornalisti, per il timore di minacce o ritorsioni.
Il direttore della Novaya Gazeta, il giornale su cui scriveva la Politkovskaia, aveva detto lunedì che un processo a porte chiuse avrebbe “significato la volontà di non andare fino in fondo nell’accertamento della verità”.
Per l’omicidio della giornalista, nota per aver denunciato i crimini contro i diritti umani commessi in Cecenia, compariranno in aula quattro persone accusate di aver fornito assitenza al presunto autore materiale, attualmente latitante.
L’inchiesta non ha fatto alcuna luce sui mandanti dell’omicidio, commesso il 7 ottobre 2006. Tra le ipotesi, la vendetta di un boss ceceno o un delitto politico legato all’attuale premier Vladimir Putin.
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