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Niente piano adeguato, niente soldi. L’industria automobilistica statunitense dovrà attendere ancora per ottenere i 25 miliardi di dollari di aiuti richiesti al governo. Un accordo bipartisan annunciato in un primo momento da alcuni senatori è sfumato. La tre “grandi sorelle” di Detroit: General Motors, Ford e Chrysler hanno tempo fino al due dicembre per presentare un progetto che fornisca garanzie sufficienti.
Il leader di maggioranza in Senato, il Democratico Harry Reid, a una affollata conferenza stampa a Washington ha spiegato che “i vertici delle compagnie automobilistiche non sono state in grado di convincere il Congresso o gli americani che questo aiuto del governo sarebbe l’ultimo”. Un primo accordo era stato raggiunto da alcuni senatori democratici del Michigan, repubblicani del Missouri e dal Senatore delll’Ohio George Voinovich che ha messo in guardia su i rischi legati a un eventuale crollo del settore automobilistico.
General Motors, Ford e Chrysler avevano chiesto che i fondi fossero ritagliati dai 700 miliardi di dollari del piano salvabanche. Opzione osteggiata da Casa Bianca e Tesoro. E il “no” al piano salva-auto, insieme ai primi segnali di deflazione, è stata la causa principale del tonfo di Wall Street, che ha chiuso con perdite ben oltre i cinque punti percentuali.
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tags: Crisi finanziaria, Industria, USA
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