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Per Hugo Chavez è un test per la sua rivoluzione bolivariana: è una domenica di voto in Venezuela.
Diciassette milioni di elettori scelgono governatori e sindaci in 22 Stati più il distretto federale di Caracas.
Se il partito di Chavez dovesse stravincere si aprirebbe la strada a un nuovo referendum costituzionale, dopo quello fallito a dicembre, con cui assicurare la rielezione illimitata del presidente che dovrebbe lasciare il potere nel 2013.
Il partito socialista unito dovrebbe conservare la maggior parte degli Stati, ma la popolarità di Chavez è in calo dal 2007.
Per questo il presidente venezuelano è stato onnipresente in campagna elettorale. Nell’ultima settimana è apparso tre volte al giorno in tv.
“Se Chavez ha ragione su qualcosa è che i suoi candidati, se fossero lasciati da soli, non vincerebbero alcun seggio”, ha spiegato Teodoro Petkoff, analista. “Il voto è su Chavez. Loro lo ammettono e Chavez lo sa. Per questo sta facendo questo tipo di campagna. Chavez è candidato a 23 posti di governatore”.
L’opposizione controlla due degli Stati in cui si terranno le elezioni. Tra le sfide più importanti quella per la capitale Caracas, per lo stato petrolifero di Zulia, il più ricco del Paese, e per lo Stato costiero di Miranda.
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