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Al centro del conflitto thailandese resta la figura di Thaksin Shinawatra. Odiato o amato l’ex primo ministro, cognato dell’attuale capo del governo, continua a usare tutta la sua influenza per condizionare la politica del paese.
Ogni qualvolta l’opposizione a Thaksin si è fatta più forte, i suoi sostenitori l’hanno acclamato dando un forte sostegno alla politica populista di dell’ex premier.
“Fratelli e sorelle – diceva nel 2006 – vi posso garantire che il primo ministro nel quale voi tutti credete non ha mai infranto la legge o fatto qualcosa d’immorale”.
I suoi avversari si trovano soprattutto nelle classi agiate delle città che si riconoscono nella PAD, l’Alleanza popolare per la democrazia.
Lo scandalo che aveva dato fuoco alle proteste nel 2006 fu la vendita esentasse delle azioni possedute dalla famiglia del premier nel gruppo di telecom Shin Corp Commerce.
Sei mesi di forte opposizione conclusisi con il colpo di Stato nella notte tra il 19 e il 20 settembre di due anni fa. I militari, approffitando dell’assenza di Thaksin a New York per l’assemblea generale dell’Onu, s’impadroniscono del potere mettendo fine a cinque anni di governo.
Appreso della notizia il premier deposto vola da New York a Londra dove passerà di un anno in esilio. Una situazione che non gli impedisce di lanciarsi negli affari acquistando il Machester City, squadra di calcio della premier league inglese.
I tailandesi, chiamati alle urne alla fine del 2007, consegnano la maggioranza a Samak Sundaravej un alleato di Thaksin. Un risultato che permette all’ex premier di ritornare in patria il 28 febbraio del 2008. Thaksin promette di non ricomnciare a fare politica in prima persona, ma né i suoi avversari né i suoi sostenitori sembrano crederci.
Il potere giudiziario, rafforzato dai militari comincia ad aprire procedimenti penali a carico suo e della moglie. Entrambi vengono condannati a pene detentive per reati di corruzione. Thaksin riprende la via dell’esilio in Gran Bretagna con un orecchio sempre teso alle notizie in provenienza da Bangkok.
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