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Si aggrava la crisi a Bangkok dove i manifestanti antigovernativi chiedono le dimissioni del primo ministro prima di qualsiasi trattativa, mentre il capo dell’esercito esige il ritiro dei manifestanti e l’organizzazione di nuove elezioni.
Stamane è intanto iniziata l’evacuazione dei circa tremila turisti bloccati da ieri all’aeroporto internazionale della capitale thailandese. A bordo di una quindicina di pullman sono stati trasportati verso gli alberghi di Bangkok, in attesa che la situazione si sblocchi, anche se per almeno tutta la giornata odierna lo scalo resterà chiuso.
Bloccate le vie di accesso al complesso aeroportuale, ieri almeno ottomila manifestanti antigovernativi, che hanno risposto all’appello del Pad, l’Alleanza Popolare per la Democrazia, hanno assunto il controllo totale dell’aeroporto.
L’occupazione è l’ultimo atto di una crisi politica che dura da due anni e oppone sostenitori e avversari di Thaksin Shinawatra, ex primo ministro in esilio, rovesciato dall’esercito nel 2006. Le elezioni di dicembre ne hanno pero’ portato al potere il cognato.
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