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Dare impulso a sistemi nazionali, concordare criteri comuni che in ogni momento possono facilitare un meccanismo di allarme europeo. Per i sequestri di minori i 27 non sono pronti per un sistema unico.
Questo trova le resistenze di alcuni Paesi, come la Germania, che teme l’esproprio di competenze nazionali.
Venerdì in consiglio dei ministri la presentazione delle linee guida del progetto ed il fatto che sempre più Paesi abbiano sperimentato il sistema, ha segnato comunque un rilevante passo avanti.
Rachida Dati, presidente di turno dei 27 ha difeso a spada tratta il sistema, in vigore dal febbraio del 2006, ricordando “che in Francia ha permesso il ritrovamento di sei bimbi scomparsi.
Tra i paesi favorevoli, la Spagna che vuole renderlo operativo entro i propri confini.
L’allarme rapido funziona sull’allerta immediata di polizia, magistratura, organi di stampa e cittadini, dando la massima e più rapida diffusione alla notizia della scomparsa.
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