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Inflazione in calo e disoccupazione in aumento nei quindici paesi della zona euro, una combinazione che alimenta le attese per un nuovo taglio dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea.
Secondo le stime dell’Eurostat, che pubblicherà il dato definitivo il prossimo 17 dicembre, sulla frenata dei prezzi ha contribuito soprattutto il calo dei prodotti energetici.
L’inflazione è scesa a novembre al 2,1%, il livello più basso dal settembre 2007, quando iniziò l’impennata che in nove mesi ha portato l’indice dei prezzi al consumo al record storico del 4%, registrato a giugno e luglio di quest’anno.
Un’inflazione appena al di sotto del 2% rientra tra le condizioni poste dalla Banca centrale europea per un nuovo taglio dei tassi di interesse, che a ottobre e novembre sono stati ridotti due volte, alla soglia attuale del 3,25 per cento.
Se i prezzi al consumo scendono, la disoccupazione invece continua a salire, con un tasso del 7,7% in ottobre, rispetto al 7,6 di settembre. La maglia nera spetta alla Spagna, seguita dalla Francia. Gli ultimi dati sull’Italia risalgono ad agosto e indicano un tasso di disoccupazione del 6,8 per cento.
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