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La Romania è ancora in attesa della proclamazione ufficiale dei risultati delle elezioni politiche di ieri. Gli ultimi dati danno un testa a testa fra l’opposizione socialdemocratica e l’altra opposizione, quella di destra, del Partito Democratico Liberale di Emil Boc, formazione legata al Presidente della repubblica Traian Basescu.
Ciascuno di questi due partiti avrebbe finora, fra il 33% e il 34% dei voti, con un leggero vantaggio per il PDL. Secondo la Costituzione, in teoria, Basescu non è obbligato a designare alla guida del governo il leader del primo partito. Tutto sarà una questione di trattativa.
Il partito socialdemocratico di Mircea Geoana, che ieri sera già festeggiava, un po’ avventatamente, la vittoria, ha cominciato a inviare appelli all’unità. Su un’eventuale coalizione il PSD non ha posto pregiudiziali contro nessuno. In questa situazione la terza formazione del paese, il Partito Liberale del premier uscente Calin Tariceanu, potrebbe fare da ago della bilancia e rivelarsi come il vero vincitore di questa tornata elettorale che ha visto un livello di participazione ai minimi storici: meno del 40%.
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