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Colpiti dal colera, sempre più abitanti dello Zimbabwe attraversano la frontiera per farsi curare. I medici dell’ospedale Musina in Sudafrica si trovano di fronte a richieste di aiuto che riescono a gestire con difficoltà. I malati in Zimbabwe sono oltre 12.000, secondo l’Onu. L’epidemia, da agosto, ha ucciso 565 persone. E la situazione è destinata a peggiorare con la stagione delle alluvioni.

Dallo Zimbabwe, segnato dalla paralisi politica e dal collasso dell’economia, molti sebbene ammalati si incamminano verso il Paese vicino. Nel loro non c‘è trattamento anti-colera. “La gente viene qui perché non c‘è assistenza sanitaria al di là della frontiera”, ha affermato Mulisimi Ramavhuya, medico all’ospedale Musina. “Se ci fosse non dovrebbero camminare tanto o fare lunghi viaggi, spesso disidratati, per venire a curarsi”.

Per controllare l’epidemia è necessaria acqua pulita, cosa che in Zimbabwe manca. La situazione è peggiorata quando le autorità hanno deciso di tagliare le forniture ad Harare perché mancano i prodotti chimici indispensabili alla purificazione. Di conseguenza gli ospedali hanno chiuso e la spazzatura non viene raccolta. Cinque milioni e mezzo di persone inoltre rischiano di morire di fame.

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