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Nel giorno dello sciopero generale in Grecia gli scontri sono continuati, ma la situazione è rimasta sotto controllo dopo i timori della vigilia. Davanti al parlamento i manifestanti hanno lanciato sassi e petardi contro la polizia che ha risposto con gas lacrimogeni.

Migliaia di persone hanno sfilato aderendo all’appello dei due principali sindacati del Paese. Questi sostengono che privatizzazioni, aumento delle tasse e riforma delle pensioni hanno peggiorato le condizioni di vita dei cittadini.

A causa dello sciopero il traffico aereo è stato interrotto, banche e scuole sono rimaste chiuse e gli ospedali hanno garantito un servizio minimo. Gli scontri che da sabato, quando è stato ucciso un adolescente ad Atene, si sono estesi ad almeno dieci città, hanno provocato danni pari a circa 200 milioni di euro, solo nella capitale. Il premier Costas Caramanlis ha promesso aiuti -prestiti e sgravi fiscali- per le persone, come proprietari di negozi e imprese, che hanno subito le perdite. L’opposizione socialista ha chiesto elezioni anticipate, sostenendo che il governo non ha più la fiducia dei cittadini, e ha esortato a porre fine alle violenze.

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