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Polemica in Gran Bretagna, sul documentario, andato in onda ieri, che mostra fino agli ultimi istanti un suicidio assistito.

Nel film si vede un paziente mentre viene aiutato a morire in una clinica di Zurigo. Era malato di una grave forma di sclerosi, che comporta una paralisi progressiva e dolorosa fino alla morte.

“La scelta per lui – spiega la moglie – era tra la morte e la morte aggravata da sofferenza. Doveva fare una scelta. Non avrebbe voluto morire, ma in questo caso la morte era la scelta logica” .

Il documentario è stato criticato da alcune organizzazioni in difesa della vita che lo considerano un macabro spettacolo, se non incitazione al suicidio.

“Nel dibattito sul suicidio assistito o l’eutanasia, – si difende il regista – credo sia importante poter essere testimoni dell’intero evento, nella sua completezza. Chi non vede la morte e il modo in cui una persona muore in Svizzera con il suicidio assistito, si chiede: quanto a lungo ha sofferto? Ha sofferto? E’ stato un momento di quiete e delicatezza o è stato violento e traumatico?”

Il protagonista del documentario, Craig Ewert, aveva 59 anni ed era un professore universitario.

In Gran Bretagna l’eutanasia non è legale. Ma appena due giorni fa la giustizia ha deciso di non processare i genitori di un giovane, che hanno accompagnato il figlio a morire in Svizzera.

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tags: Eutanasia