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La situazione in Guinea resta confusa dopo il tentato golpe dell’esercito. Un colpo di stato in piena regola, avvenuto a poche ore dall’annuncio della morte del presidente-dittatore Lansana Conte’, ma dall’esito ancora incerto.
Non è chiaro, iinfatti, chi detenga davvero il potere nella capitale della Guinea. Ieri i militari hanno annunciato lo scioglimento del governo e la creazione di un consiglio formato da 26 militari e sei civili.
Il presidente del Parlamento ha pero’ smentito la versione dell’esercito assicurando che il governo è ancora in carica e che il golpe è stato fatto da una minoranza di soldati e ufficiali.
Un messaggio di speranza quello del presidente dell’associazione delle vittime di guerra:
“I giovani delle Guinea sono qui, presenti, pronti a predere parte alla fase di cambiamento. Non vogliamo sederci e accettare tutto quello che succede nel nostro paese. Non dobbiamo ripetere gli errori degli ultimi 50 anni. Prenderemo il destino con le nostre mani. Quando verrà il momento entreremo in azione”.
Lansana Conte’ è morto all’età di 71 anni, malato da tempo e ormai incapace di gestire quel potere che per 24 anni aveva esercitato in maniera dittatoriale.
Da tempo nell’esercito reganva il malcontento, e il decesso del presidente si è trasfomato nell’occasione giusta per reagire.
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