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Mosca era pronta alla guerra con la Georgia ben prima di agosto. Lo ha dichiarato il presidente russo Dmitri Medviedev, nel corso di un’intervista accordata a tre emittenti locali.
La guerra scoppiò nella notte tra il 7 e l’8 agosto, quando Tbilisi tentò di riprendere il controllo sulla sua secessionista Ossezia del sud, innescando la dura reazione della Russia.
“Le autorità georgiane hanno scatenato una guerra sanguinosa contro i loro vicini. Ricordo il giorno in cui scoppiò la guerra, per me fu un momento difficile, ma penso che non avremmo potuto agire diversamente, e quello che è seguito dimostra che abbiamo avuto ragione”.
Dalla crisi con la Georgia alla crisi economica. Nel tracciare il bilancio di fine anno, il presidente Medvedev si è detto favorevole a un cambio più flessibile del rublo, evitando però di commentare la notizia secondo cui i conti pubblici scivoleranno in rosso nel 2009, per la prima volta da dieci anni a questa parte, a causa del calo del petrolio. Un brutto colpo per la Russia, dove l’impatto sociale della crisi ha già iniziato a farsi sentire, con un aumento della disoccupazione e della criminalità.
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tags: Federazione russa, Georgia, Guerra
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