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Israele ha risposto ‘no’ all’invito dell’Unione europea a un immediato cessate il fuoco nella Striscia. Finchè non si arresterà il lancio di razzi contro le città dello Stato ebraico, l’offensiva proseguirà. Hamas invece si è detto disponibile a una tregua, a condizione che la controparte metta fine all’embargo su Gaza.
Anche la Lega araba ha preso posizione chiedendo alle fazioni palestinesi di mettere da parte i contrasti e ritrovare l’unità.
Ma mentre la diplomazia dispiega a fatica le sue armi, Gaza continua a fare i conti con bombe, rabbia e privazioni.
Il bilancio dei morti sfiora le 400 unità, i feriti sono oltre 1900.
Israele non recede, Hamas non indietreggia. Per tutta la giornata sono proseguiti dalla Striscia i lanci di razzi Qassam contro le città dello Stato ebraico. Hanno diffuso inquietudine tra la popolazione e provocato danni materiali.
La piú volte evocata offensiva di terra non è ancora iniziata. A bloccarla, piú che la prudenza del governo israeliano, è il maltempo. I vertici militari aspettano momenti migliori per invadere la Striscia con i tank.
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tags: Israele, Medio Oriente
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