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L’Europa prende le distanze nella disputa tra Russia e Ucraina per la fornitura di gas. Mentre Kiev fa sapere che restano solo dieci giorni prima dell’interruzione completa dell’approvvigionamento all’Europa, la Repubblica Ceca, cui spetta la presidenza di turno dell’Unione, comunica che nella vicenda non giocherà né il ruolo di mediatore, né di attore e assicura che i paesi europei hanno scorte a sufficienza. Polonia, Ungheria, Romania e Bulgaria, tuttavia, hanno già denunciato una diminuzione del flusso. Il gigante energetico russo Gazprom, ipotizza, ora, soluzioni alternative per superare gli impedimenti dell’Ucraina:
“I nostri clienti europei non possono usare il gas che passa attraverso l’Ucraina. – dichiara il numero uno di Gazprom – Saremo costretti ad aumentare la fornitura sulle altre rotte”. Mosca, che giovedì ha chiuso i ribunetti, accusa Kiev di aver fallito nel ruolo di paese di transito e di aver sottratto le forniture destinate all’Europa.
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tags: Energia, Federazione russa, Gas
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