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Le due anime della dirigenza ceca, costrette a convivere per sei mesi alla guida dei Ventisette, si sono ripartite i compiti: Il premier Topolanek presiederà i vertici europei. Il presidente Klaus quelli tra l’Unione e i paesi terzi.
Il primo ministro spera in tal modo di neutralizzare il capo dello Stato, le cui critiche all’Unione europea hanno già suscitato un mare di polemiche, alla vigilia del passaggio di consegne tra Parigi e Praga.
Nei circoli europeisti cechi, la fama di Vaclav Klaus è considerata un pessimo biglietto da visita. “Essere cittadini cechi, oggi, significa che ovunque si vada, qualcuno di ti chiederà del tuo presidente, se sia ammattito o che altro”. Un segnale incoraggiante è che nel suo discorso di fine anno Klaus ha ammorbidito i toni, auspicando che il suo paese riesca a influenzare per il meglio il funzionamento dell’Unione.
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