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I funerali dei 40 morti nell’attacco di ieri a Jabalia si sono svolti in un clima di dolore e rabbia. C’erano tanti corpi di bambini, colpiti dall’artiglieria israeliana all’interno della scuola gestita dalle Nazioni Unite. Erano circa 1300 i palestinesi che avevano trovato rifugio nel complesso della scuola, convinti di essere al riparo dai bombardamenti. L’esercito israeliano sostiene che nella scuola si trovavano due miliziani di Hamas, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati smentisce. “Abbiamo condotto una prima indagine – dice il portavoce dell’agenzia -. Il risultato è che siamo sicuri al 99,9 per cento che non c’erano militanti nel complesso della scuola”.
Nella sola giornata di ieri, altri due edifici scolastici delle Nazioni Unite sono stati colpiti dai bombardamenti. Il rappresentante dell’Onu a Gaza ha detto che l’unico modo per non far ripetere simili episodi è fermare immediatamente le operazioni militari.
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