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La situazione è sempre piu difficile in Europa dell’est a causa della mancanza di gas e delle temperature diversi gradi sotto lo zero. In Bulgaria, dove le minime hanno toccato i -10 grad, per il secondo giorno consecutivo le scuole hanno funzionato con caloriferi di fortuna. Le scorte saranno sufficienti solo per alcune settimane. “La direzione scolastica – spiega un’insegnante – ci ha dato un termosifone elettrico. Non è facile studiare e scrivere con i cappotti addosso”.
Limiti all’uso del gas sono stati imposti anche in Ungheria dove il 90% delle case per scaldarsi utilizza il gas. All’aeroporto di Budapest il riscaldamento a gas è stato sostituito da quello a gasolio. La produzione industriale nel paese è quasi completamente ferma.
Il rude inverno in Bosnia sta costringendo la popolazione a ricorrere a fonti alternative di riscaldamento. Il paese balcanico dispone solo del gas russo e non ha riserve a cui attingere. “Credo che il governo dovrebbe fare di più per proteggerci – afferma un abitante di Sarajevo -. Ci dovrebbero essere fornitori di gas alternativi rispetto alla Russia”. Per fronteggiare la crisi il premier slovacco Robert Fico si è detto favorevole alla rimessa in funzione di una centrale nucleare bloccata nel 2006.
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