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La banca d’Inghilterra taglia i tassi come non aveva mai fatto prima: un’altra limatura, la quarta consecutiva, di mezzo punto, sulla scia di quanto fatto da altre banche centrali a livello globale, nel tentativo di ridare spinta a un’economia in sempre più profonda crisi – e anche di contenere, ormai, il rischio deflattivo -.
Dai tassi relativamente alti del 2006 e del 2007, nel 2008 la Banca d’Inghilterra ha tagliato con decisione, fino a portare ora il tasso di riferimento all’1,5%, il livello più basso dal 1694, anno di fondazione dell’istituto.
Ma non basta, secondo Justin King, direttore esecutivo della catena di supermercati Sainsbury: “I tagli dei tassi – dice – per ora non hanno portato a un’apertura del credito, in particolare per le piccole imprese. I nostri fornitori, che sono in gran parte piccole aziende, dicono che non riscono a contrarre prestiti per investire, anche se sono scesi i tassi”.
La crisi in corso ha avuto l’effetto più vistoso nel crollo del mercato immobiliare, uno dei motori dell’economia britannica. Ma per la ripresa manca liquidità.
D’altra parte, tagli netti al costo del denaro sono stati decisi anche dalle altre banche centrali, fino a livelli prossimi allo zero negli USA e in Giappone. La Banca Centrale Europea probabilmente deciderà nei prossimi giorni per un nuovo taglio.
Tanto più che la situazione peggiora sia sul fronte occupazionale, con le cifre-record di disoccupazione già fornite da Spagna e Germania, sia sul fronte della produzione, con il commercio che fa a sua volta le spese della scarsa fiducia dei consumatori, come certificato dall’ultima inchiesta pubblicata dalla commissione, che rileva un nuovo crollo.
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tags: Banca d’Inghilterra, Economia
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