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La crisi economica negli Stati Uniti ha bruciato 524mila posti di lavoro nel mese di dicembre: un dato che sembra confermare l’allarme lanciato giovedì dal presidente eletto Barack Obama, secondo il quale, in assenza di un’azione decisa, il paese riscia di perdere la sua sfida competitiva.
A dicembre il tasso di disoccupazione è aumentato per il dodicesimo mese consecutivo, toccando il 7,2%, il livello più alto dal gennaio del ’93. Sull’insieme del 2008, gli Stati Uniti hanno perso 2,6 milioni di posti di lavoro, un fatto che non accadeva dal 1945.
Il peggioramento delle condizioni occupazionali pesa soprattutto sul settore finanziario e dei servizi alle imprese, dove nell’ultimo mese dell’anno sono stati persi 273mila impieghi.
Obama aveva promesso di portare al voto il suo pacchetto di rilancio dell’economia da quasi 800 miliardi di dollari il giorno stesso del suo insediamento alla Casa Bianca, tra meno di due settimane, ma si è poi rassegnato a farlo slittare alla metà di febbraio a causa delle resistenze di democratici e repubblicani al Congresso.
E’ certo, comunque, che i dati aumentano la pressione su deputati e senatori americani, e potrebbero costringere la Federal Reserve, nella sua riunione del 27 gennaio, a nuove misure per sostenere il credito.
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