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Un anno disastroso alle spalle, uno forse peggiore appena cominciato: il salone dell’auto di Detroit di quest’anno è una sfida alla crisi.
La città culla dell’automobile americana avvia l’esposizione che segna il tentativo delle tre grandi – Gm, Chrysler, Ford – di adeguarsi alle difficoltà del mercato e alla scommessa delle energie alternative. La sola strada percorribile di fronte al peggiore crollo di vendite dalla crisi petrolifera degli anni Settanta:
“Credo che se si guarda un po’ più in là, l’elettricità ha ancora un immenso potenziale in termini di fonti d’energia diversificate per la nostra industria” dice l’ad di General Motors. Per noi ha dunque un’importanza cruciale”.
La vetrina di Detroit si apre con il fardello degli aiuti che il governo ha stanziato in extremis in dicembre: quasi 13 miliardi e mezzo solo per Gm e Chrysler.
E mentre qui si punta tutto sull’innovazione energetica un interrogativo incombe: ora che il prezzo della benzina è dimezzato rispetto a meno di sei mesi fa, la tentazione per gli acquirenti americani di restare fedeli ai giganti della strada tipo pick-up è forte e potrebbe giocare brutti scherzi a chi investe sulle elettriche.
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tags: Automobili
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