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Oggi, primo dei primi cento giorni di Barack Obama, il presidente americano si è messo subito al lavoro, come promesso.
Dopo una notte di euforia e una puntata in chiesa stamane prima delle lunghe riunioni alla Casa Bianca, Obama si è occupato coi suoi consiglieri del piano di rilancio dell’economia che vorrebbe far adottare dal Congresso entro metà febbraio.
Previsto inoltre in queste ore il voto al Senato per la nomina di Hillary Clinton alla carica di segretario di stato.
Se nella serata di ieri il neo presidente americano aveva seguito con la famiglia la tradizionale parata di carri e bande, stamane l’aspettava già un ordine del giorno fitto fitto, dalla decisione sulla sospensione dell’attività a Guantanamo, alle questioni del disimpegno delle truppe americane in Iraq e il loro rafforzamento in Afghanistan.
Improntate all’attivismo le sue prime dichiarazioni ai media, nel corso di uno dei tanti balli in suo onore. “Col mio discorso ho voluto dire che il governo si impegnerà, io lo faro’, ma alla fine sarà il popolo americano a determinare il risultato e a superare le sfide che ci aspettano.”
Con le prime telefonate ai leader mediorientali, stamane, dallo Studio Ovale, queste immagini sono già un ricordo, per quanto indimenticabile, della coppia presidenziale.
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