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La crisi investe in pieno anche la Russia e gli oppositori dopo un lungo letargo oggi si sono ritrovati in piazza.
Decine gli arresti. Tra i fermati c‘è anche Eduard Limonov il leader del Partito nazional bolscevico messo al bando dal Cremlino.
La gente protesta contro la crisi economica. Oltre al crollo del prezzo del petrolio, la debolezza del rublo e la perdita di potere d’acquisto stanno colpendo duramente gli strati popolari ma anche le classi medie sorte negli ultimi anni.
Una manifestante moscovita spiega:
“Il governo ci sta rovinando, le elite che non rappresentano il popolo se ne dovrebbero andare invece restano aggrappate al potere e si proteggono inviando la polizia”
Per il duo Putin e Medvedev le proteste sono un campanello d’allarme. Il consenso comincia a mostrare vistose crepe. La crescita dell’ultimo decennio ha creato enormi ricchezze ma il paese è privo di strutture produttive solide e le sacche di povertà sono ancora tantissime.
Oggi è sceso in piazza anche lo zoccolo duro dei sostenitori del presidente. Il paese sembra spaccato in due e la recessione annunciata per il 2009 potrebbe rendere il futuro prossimo ancora piu difficile, non solo per chi fa fatica ad arrivare a fine mese ma anche per Putin e per Medvedev
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tags: Federazione russa
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