L'articolo richiesto è stato ritirato dall'archivio, la versione video non è più disponibile
Dopo due anni di gelo serbi e croati provano a riallacciare il dialogo. La visita a Belgrado del premier croato Ivo Sanader accolto con una promettente stretta di mano dal suo omologo Mirko Cvetkovic costituisce un primo incoraggiante passo in avanti.
Sia Cvetkovic che Sanader hanno riconosciuto che le questioni aperte e le potenziali fonti di tensione sono ancora tante, ma che la collaborazione è possibile. L’incontro tra i premier delle due ex repubbliche jugoslave permetterà a Cvetkovic di domandare a Ivo Sanader di ritirare le accuse di genocidio depositate presso la Corte Internazionale di giustizia.
Belgrado aveva minacciato di imitare Zagabria interpellando a sua volta la giustizia internazionale per i massacri e le deportazioni dei serbi della Kraijna regione contesa e rioccupata dalla Croazia nel 1995 al termine del conflitto tra i due paesi.
I profughi di questa regione, molti dei quali sono animati da sentimenti revanscisti e ultranazionalisti, hanno espresso il loro malumore per la visita di Sanader. Sognano di poter tornare nelle case da cui furono scacciati.
Copyright © 2009 euronews
Articoli correlati
Accuse reciproche tra Serbia e Croazia per la guerra in Bosnia. 19/11/08 08:06 CET
Allargamento: la Commissione incoraggia la Serbia e loda la Croazia 06/11/07 08:11 CET
Crimini contro l’umanità: il serbo-croato Martic rischia oggi l’ergastolo 12/06/07 08:06 CET
4/8/1995: operazione Tempesta, i croati cacciano 200 mila serbi dalla Krajina. 04/08/05 07:08 CET
Principali notizie e breaking news


Russia, dove l’arte è nutrimento prima ancora…
Un sostenitore della Arroyo, forse, legato alla…
Pena ridotta per “Duch”, vittime e parenti…
Obama: “finire il lavoro” in Afghanistan, anche…
Al via i lavori della Commissione britannica per…
Fallito accordo con Koenigsegg, Saab a rischio…
Canada: ritirato un lotto di un vaccino…
Influenza A, paura del contagio al pellegrinaggio…
Barghouti possibile successore di Mahmud Abbas?
Retata contro il “vivaio” dell’ETA 




