
elezioni europee 2009
Sergio Cantone, euronews: “Benvenuti a questa puntata speciale di Agorà. euronews ha riunito per l’occasione i capi dei diversi gruppi politici rappresentati all’Europarlamento”
Dulce Dias, euronews: “I nostri invitati sono Monica Frassoni per i Verdi, Nigel Farage del gruppo Indipendenza e Democrazia, Graham Watson dell’Alleanza dei liberali e democratici per l´Europa, Cristiana Muscardini dell’Unione per l’Europa delle Nazioni, Martin Schulz del gruppo socialista, Francis Wurtz per la Sinistra Unita Europea e Joseph Daul presidente del Gruppo dei Popolari Europei.
Sergio Cantone, euronews: “Tentiamo di fare un bilancio dell’ultima legislatura. Vorrei cominciare da Monica Frassoni capogruppo dei Verdi. In questi cinque anni sono stati tanti i temi ecologici trattati. Sono state prese misure importanti come la direttiva REACH e il voto dell’Europarlamento sulla lotta al riscaldamento climatico. Immagino che sarete piuttosto soddisfatti del lavoro compiuto..
Monica Frassoni – Verdi: “La legislatura ha avuto momenti importanti per chi ha a cuore la difesa dell’ambiente. Ma ci sono state anche molte occasioni sprecate. Penso innanzitutto alla mancata approvazione della Costituzione Europea che ha avuto ripercussioni sul funzionamento dell’Unione Europea e delle sue istituzioni. Penso che la battaglia per dare all’Europa una costituzione democratica debba continuare. Ci sono state vittorie importanti ma non sufficienti, per questo la lotta per la riconversione ecologica cominciata con il Pacchetto di misure sul Clima adottatato lo scorso dicembre grazie anche al nostro contributo dovrà proseguire nel prossimo futuro”
Francis Wurtz – GUE: “Penso che il prossimo appuntamento cruciale sia il summit che si terrà a Copenaghen alla fine dell’anno. Da molte parti si prende a pretesto la crisi per frenare il cambiamento. Penso che dovremo mostrarci molto vigili per non mancare questo fondamentale appuntamento. L’Unione Europea si era data obiettivi ambiziosi che in qualche modo l’avrebbero posta all’avanguardia nella lotta al riscaldamento climatico. Ma le decisioni prese dai 27 nel 2008 non rispecchiano gli obiettivi che l’Unione si era prefissata solo un anno prima. Sono molto al di sotto delle attese e ci hanno molto deluso.”
Martin Schulz – PSE: “Le misure adottate a dicembre con il pacchetto clima erano, a mio avviso, incoraggianti. A decidere non è solo il Parlamento Europeo ma anche il Consiglio e la Commissione. Vorrei sottolineare un fatto che mi pare molto importante. L’Europarlamento ha prodotto dei risultati forse non soddisfacenti al 100% ma ha funzionato da traino per le altre istituzioni europee. E’ stato capace di agire.”
euronews: “Nel gruppo dei Popolari Europei sono nati dei conflitti interni. Siete divisi sulle misure da prendere per rispondere alla crisi, sul modo in cui aiutare le imprese. Non crede che la recessione economica debba portare a una revisione di certe strategie?”
Joseph Daul – PPE: “Senta, il nostro gruppo cerca di tenere assieme due aspetti. Da un lato guardiamo cosa è possibile fare per ridurre gli effetti negativi sul clima, dall’altro, è il caso di REACH, siamo sensibili all’impatto che certe misure provocano sul mercato del lavoro. a nostra preoccupazione è trovare sempre un punto d’equilibrio.”
Cristiana Muscardini – UEN: “Penso che per il futuro di un Europa dei cittadini si debba garantire un’equilibrio tra gli interessi degli impiegati e delle imprese e quelli più grandi dei cambiamenti climatici. Credo che il lavoro di mediazione portato avanti da Sarkozy nella veste di presidente di turno dell’Unione sia stato efficace in questo senso. Nella prossima legislatura dovremo proseguire su questa strada. In ogni caso, ora, con la crisi economica a cui siamo confrontati bisogna soprattutto cercare di fornire soluzioni immediate alle piccole e medie imprese.”
euronews: “Graham Watson un altro punto cardine dell’ultima legislatura è stata la direttiva sul tempo di lavoro. Pensa che in questo caso l’Europarlamento sia riuscito a ritagliarsi un suo ruolo e a parlare ai cittadini europei?”
Graham Watson – ALDE: “Oh certamente! Il Parlamento ha difeso in modo egregio la necessità di dare impulso alla crescita garantendo al tempo stesso la coesione sociale e affrontando, poiché ne abbiamo appena parlato, anche le problematiche di tipo ambientale. La direttiva sul tempo di lavoro in questo senso è un tema specifico strettamente politico. Quello che i nostri concittadini hanno ancora difficoltà a capire è che l’Europarlamento affronta tematiche che per definizione sono transnazionali. Il cambiamento climatico, le sfide della crescita della popolazione mondiale, l’immigrazione. E le politiche di contrasto della criminalità organizzata e del terrorismo sono sfide globali perennemente al centro delle nostre discussioni.”
euronews: “Nigel Farage, abbiamo appena parlato di temi transnazionali. Cosa vi suggerisce questa parola “transnazionale”? Per affrontare queste sfide ci vuole più Europa? Cosa ne pensate?”
Nigel Farage – IndDem: “Il problema è che c‘è un termine di cui ci dimentichiamo facilmente, il termine democrazia. L’idea, in democrazia, è che si vota per un governo e che se pensi che questo governo ha fallito, ogni quattro o cinque anni hai la possibilità di tornare a votare e di sfiduciarlo scegliendo una forza politica che ha un’altro programma. Questo è il concetto di democrazia che abbiamo in Gran Bretagna che stiamo cercando di fa capire al resta del mondo, questa è la democrazia parlamentare. Quando invece si ha un governo sovranazionale che sul tema dei cambiamenti climatici ad esempio prende decisioni che ci riguarderanno da qui al 2020 è difficile far capire che senso abbiano ancora le elezioni generali che si tengono regolarmente nei singoli stati. Credo che questo sia un punto fondamentale. Qui, attorno al tavolo avete dei politici che credono nel progetto europeo, intendono portarlo avanti e credono che la sfida sul clima sia fondamentale e intanto tra la gente aumenta lo scetticismo.”
euronews: “Quindi lei è contrario ad affrontare la questione ambientale in modo coordinato. Non le sembra pertinente…”
Nigel Farage – IndDem: “Cerchiamo di essere sinceri… se veramente le emissioni inquinanti sono un problema globale la posizione europea è francamente irrilevante… davvero irrilevante… Pensiamo alle emissioni rilasciate nell’atmosfera da colossi come India e Cina. Questo è il primo punto che va sottolineato, se questa è la nostra principale preoccupazione, ci vuole un approccio globale: Quello che pero’ volevo sottolineare è che le istituzioni europee stanno facendo dei piani che legheranno le mani ai governi futuri eliminando cosi la possibilità per i cittadini di scegliersi eventualmente nuovi principi e linee politiche. Questo è un rischio grave.”
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