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elezioni europee 2009

Dulce Dias, euronews: Benvenuti a tutti e a tutte per questa puntata speciale di Agorà, iniziamo la seconda parte del dibattito organizzato da euronews con i capigruppo dell’Europarlamento.

Sergio Cantone, euronews: In studio i nostri invitati sono Monica Frassoni dei Verdi, Nigel Farage del Gruppo Indipendenza e Democrazia, Graham Watson dell’Alleanza del Liberali e democratici europei, Cristiana Muscardini dell’Unione per l’Europa delle Nazioni, Martin Schulz del Gruppo socialista, Francis Wurtz Sinistra Unita Europea e Joseph Daul, capogruppo dei Popolari europei.

Dulce Dias, euronews: La seconda parte del dibattito è dedicata alle prospettive della prossima legislatura e la mia prima domanda riguarda il Trattato di Lisbona. Senza questo Trattato che prospettive possono avere l’Europa e il suo Parlamento? Lo chiedo a lei onorevole Farage.

Nigel Farage – Ind/Dem: “Come lei sa due Paesi hanno votato ‘no’ alla Costituzione Europea cosi loro l’hanno un po’ modificata, dandole un nuovo nome e chiamandola Trattato di Lisbona. Risultato: l’unico Paese che è stato chiamato a esprimersi col voto ha detto di nuovo ‘no’! Prima altri due Paesi avevano bocciato con il voto anche l’adozione dell’Euro. Il fatto è che le persone che siedono qui oggi rappresentano una classe politica che sostiene le istituzioni europee ma la popolazione europea non le sostiene… è difficile quindi definire europee le prossime elezioni, davvero difficile, credo che il voto di protesta sarà enorme”.

euronews: “Graham Watson, questa costituzione rimodellata che chiamiamo Trattato di Lisbona e che gli irlandesi hanno bocciato con un referendum riuscirà a passare oppure no?”

Graham Watson – ADLE: “Penso di sì. Alcuni vi si oppongono, alcune organizzazioni sono contrarie e forse ricevono finanziamenti dall’estrema destra statunitense che non vuole che l’Europa faccia progressi. Ma è chiaro anche che una grande maggioranza della popolazione europea vuole vedere progredire la costruzione europea, perché è cosciente che uniti saremo piu forti e che divisi, invece, saremo più poveri. A mio avviso è molto probabile che il Trattato di Lisbona riuscirà a passare, ma che forse dovremo attendere ancora sei mesi”.

Monica Frassoni – Verdi/ALE: “Non è vero che la popolazione europea ha detto ‘no’ all’Europa. E’ falso. Penso che questa distinzione tra popolo, da un lato, e rappresentanti dell’Europarlamento, dall’altro, sia artificiosa. Che lo si voglia o no noi qui, oggi, rappresentiamo i cittadini europei. I cittadini europei devono poter esprimersi con il voto. Il Trattato di Lisbona rappresenta un piccolo ma significativo passo in avanti che permetterà alle istituzioni europee di funzionare meglio. Il Trattato di Lisbona va bene, ma le trasformazioni democratiche dell’Unione Europea non sono finite. Senza Trattato credo che sarà difficile sviluppare politiche efficaci, in particolare in campo ambientale e in politica estera”

euronews: “Joseph Daul, lei pensa che la prossima legislatura permetterà di ripulire il terreno dalle macerie dei tre referendum che hanno bocciato i Trattati europei?”

Joseph Daul – PPE: “Credo che la presidenza di turno francese abbia dimostrato che sappiamo lavorare anche con il Trattato di Nizza. Abbiamo lavorato bene, e anche all’unanimità. Certo per progredire abbiamo bisogno del Trattato di Lisbona. Ma anche con quello di Nizza l’Europa non sparisce. Non vorrei che gruppi come quello di Nigel Farage pensassero che senza Trattato di Lisbona l’Europa si dissolverà. No, l’Europa va avanti e i nostri cittadini si aspettano soluzioni per i loro problemi. E sono i governi di centro destra che in questo momento si muovono e fanno proposte. I piccoli partiti che non hanno ruoli di responsabilità e che non hanno proposte possono dire quello che vogliono. Ecco la differenza tra chi ricopre ruoli di responsabilità e chi invece può parlare a vanvera perché non deve fare nè dimostrare nulla”.

euronews: “Francis Wurtz, messaggio ricevuto? Vi sentite corresponsabile di questa situazione? Il vostro gruppo era contrario alla Costituzione europea…”

Francis Wurtz – GUE: “Vengo da un Paese, la Francia, in cui i cittadini hanno votato in maggioranza contro il progetto di trattato costituzionale e io stesso ho partecipato attivamente a questa battaglia. E però sono in totale disaccordo con Nigel Farage. Questo dimostra che non ci sono tutti i ‘No’ da un lato e tutti i ‘Sì’ dall’altro, la situazione è più complicata”.

euronews: “Sul piano concreto, però, il risultato è lo stesso…”

Francis Wurtz – GUE: “Il punto dolente è l’ideologia liberista che permea il Trattato di Nizza, il trattato di Lisbona e che era presente anche nel progetto costituzionale e nel Trattato di Maastricht. E’ qui che bisogna cambiare ed è qui che nasce quella che ho chiamato crisi di legittimità”.

euronews: “Anche lei pensa che il Trattato Costituzionale, prima, e il Trattato di Lisbona, poi, siano trattati neo liberisti?”

Martin Schultz – PSE: “Chi crede che il Trattato di Lisbona o il progetto di Costituzione costituiscano un passo indietro sul piano sociale rispetto al Trattato di Nizza non ha letto il testo. Sono invece un passo avanti, rappresentano un progresso, speravamo di più, ma comunque sono un progresso. Permettetemi però di dire una parola sulla democrazia. Il collega Farage fa parte di un gruppo che invoca sempre la legittimità del ricorso al referendum. Il che implica che vengano prese in considerazione solo le tradizioni dei Paesi in cui il referendum è una pratica corrente. Implica anche l’idea che la ratifica per via parlamentare sia meno legittima di quella per via referendaria. E questo per me è inaccettabile. Vi cito un Paese che non conosce lo strumento del referendum: gli Stati Uniti d’America. E gli Stati Uniti non per questo non sono una democrazia. Per la Germania vale lo stesso discorso. Vi spiego perché io sono sempre stato contrario ai referendum. Immaginiamo cosa sarebbe successo con un referendum sull’allargamento, per l’entrata, ad esempio, della Polonia, della Repubblica Ceca e cosi via… non credo che sarebbe stata una buona idea e la ratifica del Bundestag e del Budesrat è stata assolutamente democratica. Ultima precisazione, Mister Farage: sulla Costituzione ci sono stati quattro referendum. Uno in Olanda, perso, uno in Francia, perso. Ma in Spagna il “Sì” ha ottenuto il 72% e in Lussemburgo il 60%. Prendendo i dati nel loro insieme la maggioranza dei cittadini consultati si è espressa a favore della Costituzione. Rispettate anche voi la democrazia!”.

Nigel Farage – Ind/Dem: “Quello che lei sta dicendo, le implicazioni del suo discorso sul concetto stesso di democrazia sono terrificanti! Lei sta dicendo che non si può chiedere al popolo tedesco cosa pensa ma che bisogna guidarlo. E’ terrificante! Non dimenticherò mai il giorno successivo al voto irlandese sul referendum. Lei disse in Parlamento che non ci si doveva arrendere al populismo. Spero che lei ora si scusi per queste affermazioni, lei è un antidemocratico. Lei pensa che una classe di eletti possa decidere cosa è meglio per la gente normale. E’ mostruoso!”

Martin Schultz – PSE: “Essere definito antidemocratico da lei per me è un onore. La ringrazio!”

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