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É il minimo storico ma non è quello previsto. La Banca centrale europea ha tagliato il costo del denaro ma la riduzione è di un quarto di punto, non di mezzo come previsto dalla maggioranza degli analisti. Il tasso ora è dell’1,25%, comunque il piú basso da quando la BCE ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999. Si tratta del sesto ribasso da ottobre quando il tasso d’interesse era ancora al 4,25%.

L’istituto ha preferito mantenersi prudente, nonostante la recessione diffusa e il rischio deflazione. Ma il presidente della BCE, Jean-Claude Trichet difende le sue scelte.

“State certi che comportandoci in questo modo rendiamo il piú efficace possibile il nostro intervento a favore della nostra economia, rafforzando soprattutto il supporto al credito”.

La reazione delle principali Borse europee è confortante. Le decisioni della Banca centrale hanno rafforzato l’ottimismo provocato dalle ricette anticrisi uscite dal G20 di Londra. I mercati sembrano aver riacquistato fiducia. La crisi non è ancora alle spalle, ma i motivi di soddisfazione sembrano prevalere sul pessimismo.

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tags: BCE, Jean-Claude Trichet