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Un sacco di gente a spasso. La disoccupazione negli Stati Uniti è un dramma. A marzo il tasso ha raggiunto l’8,5% della popolazione attiva. Per ritrovare uffici di collocamento cosí intasati bisogna tornare indietro di un quarto di secolo. Il mese scorso i nuovi disoccupati sono stati 663 mila. Il dato, già in sè preoccupante, lo è ancora di piú se contestualizzato.
La disoccupazione sta crescendo da sei mesi. Un’ascesa inarrestabile dal 6,6% dell’ottobre 2008, all’8,5% di marzo 2009.
Il presidente Obama confida nella cooperazione internazionale.
“A Londra abbiamo agito in fretta e con coraggio perchè nessuno di noi puó fare da solo in un mercato globale nel quale l’economia è cosí interdipendente, i capitali attraversano le frontiere in un battito di ciglia. La conseguenza è che se le nostre azioni non sono concertate, il fallimento sarà collettivo”.
Il lavoro evapora: molte le ragioni. La prima e piú semplice. La popolazione non ha soldi, è costretta a ridurre i consumi e gli effetti sull’economia sono immediati.
La seconda è la difficoltà di accedere al credito a causa della crisi che ha messo in ginocchio tutte le principali banche americane.
Anche la grande produzione industriale boccheggia: perchè i mercati di sfogo si sono chiusi e perchè anche le grandi società hanno problemi di liquidità, quindi licenziano.
Al flagello non si sottrae il settore immobiliare. Non si vendono case perchè il miraggio dei soldi facili si è rivelato per quello che era.
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tags: Disoccupazione, USA
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