
economia
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Autodifesa sulla gestione della crisi, una frecciata all’Europa. Vladimir Putin ha tenuto un discorso alla Duma, la camera bassa russa dominata dal suo partito Russia Unita, il primo con cui il premier risponde alla domande dei parlamentari sulla crisi. Il 2009 sarà difficile, ma la Russia ce la farà grazie a un piano di rilancio da 66 miliardi di euro, ha detto Putin.
“I problemi sono apparsi fuori dalla Russia e noi non abbiamo avuto colpe, ma i loro effetti sono globali e la Russia è stata danneggiata”, ha aggiunto il premier russo. “E vorrei sottolinearlo di nuovo: ogni tentativo di escludere la Russia dai processi di decisione globali, in particolare in campo energetico, ogni tentativo di ignorare gli interessi legittimi della Russia è controproducente”.
La fiducia di Putin stride con le cifre negative sull’economia russa, entrata in recessione a causa del calo dei prezzi di petrolio, gas e metalli, dopo un decennio di boom. A marzo il pil è diminuito del 5,4 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.
L’inflazione ha raggiunto il 14 per cento, il rublo ha perso un terzo del suo valore rispetto al dollaro, oltre un milione di russi da dicembre sono rimasti senza lavoro.
Sul piano energetico le parole di Putin a difesa degli interessi russi sono un implicito riferimento all’accordo del 23 marzo scorso fra Unione Europea e Kiev sul rinnovo dei gasdotti ucraini, accordo che esclude la Russia.
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