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Sviluppare il potenziale dell’acquacoltura nell’Unione, dove il settore è stagnante da diversi anni, è l’obiettivo di un nuovo piano della Commissione Europea.
La domanda di pesce e frutti di mare sta crescendo continuamente e le importazioni rappresentano ormai più del sessanta per cento del consumo europeo.
All’interno dell’Unione, i principali produttori risultano: Francia, Spagna, Italia, Regno Unito e Grecia, da cui provengono frutti di mare, trote, salmoni e carpe.
Per sviluppare il settore – che dà lavoro stabile a 65mila persone in Europa – il piano intende garantire sufficiente spazio costiero e aumentare la produttività grazie alla ricerca scientifica. Previsto anche lo sviluppo di misure ecosostenibili.
Ma gli ecologisti non sono tranquilli e contestano varie pratiche già in uso. Come la composizione dei mangimi: per nutrire un chilo di pesci d’allevamento, calcolano, ne sono necessari almeno cinque di altro pesce di mare.
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