C‘è un comune in Italia in cui i rifiuti sono una risorsa. E’ Capannori, in Toscana: l’obiettivo è Rifiuti Zero entro il 2020. Negli ultimi cinque anni, con la strategia del riutilizzo e della diminuzione dei rifiuti, Capannori è passato dal 37% al 65% di raccolta differenziata, con punte dell’82%, mentre la media italiana è ferma al 27.5% secondo dati Ispra., con grosse disparità tra nord e sud.
Franca Colombini, come gli altri 43 mila cittadini coinvolti, sui 46 mila di Capannori, seleziona i rifiuti con cura.
“Questa è la piccola parte di rifiuto indifferenziato che va in discarica. E’ una raccolta che viene fatta una volta alla settimana. Questo è il rifiuto di otto giorni”.
Girando per le strade di Capannori non si vedono cassonetti perché il cardine della strategia Rifiuti Zero, messa in atto dal comune e dall’azienda dei
rifiuti, l’Ascit, è la raccolta porta a porta.
Ogni giorno 40 furgoncini elettrici e a metano percorrono in lungo e in largo le 40 frazioni di Capannori per ritirare, secondo un calendario ben preciso, tutte le tipologie di rifiuti. Stefano Marazzi:
“Oggi raccogliamo il non riciclabile, che è la parte residua della raccolta differenziata. Sono un totale di sette raccolte. Sono divise peró su materiali differenti: lunedì, mercoledì e sabato c‘è l’organico, (quindi la parte dell’umido, le foglie e via
discorrendo). Il martedì e il venerdì c‘è il multimateriale, che sarebbe: plastica, vetro e alluminio. Il giovedì c‘è la raccolta del non riciclabile e il pomeriggio della carta”.
Il riciclaggio ha permesso di salvare 100 mila alberi e di evitare l’emissione di oltre 9 mila tonnellate di CO2. Nel 2007 Capannori ha ricavato circa 340 mila euro dalla vendita della carta. Lo smaltimento dell’organico costa 80 euro a tonnellata. Quello in discarica 160. Solo nel 2007 sono state riciclate 16 mila tonnellate di rifiuti. L’assessore all’ambiente Alessio Ciacci:
“Se quelle 16 mila tonnellate invece che riciclate fossero finite in discarica o nell’inceneritore, avremmo speso 160 euro cadauna a una media di 2
milioni e sei di euro. Soldi che invece abbiamo investito nella filiera del riciclo e della raccolta differenziata”.
Il modo piu’ efficace per affrontare il problema dei rifiuti, si dice, è evitare di produrli. E cosi’ a Capannori una decina di negozi vendono detersivi alla spina. Si risparmia sulla confezione, anche se i costi al litro sono ancora elevati.
Stesso principio per la vendita del latte: un distributore alla spina viene rifornito da un produttore locale. Un litro, un euro: il cittadino risparmia, il produttore ci guadagna e non c‘è spreco sui contenitori. Alessio Ciacci:
“All’inizio ci dicevano che ridurre i rifiuti era impossibile, o che era possibile solo con un tracollo dell’economia. In realtà abbiamo dimostrato che è possibile ridurre la produzione dei rifiuti al contempo aiutando l’economia locale”.
I residenti sono incentivati anche nel portare materiale ingombrante nelle isole ecologiche: il servizio è gratuito, in più si acquisisce un punteggio a seconda della quantità di materiale scaricato. Il tutto si traduce in un assegno alla fine dell’anno. Ognuno ha il suo ruolo, dall’amministrazione al cittadino.
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