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Seggi chiusi in Belgio dove si è votato oltre che per rinnovare la rappresentanza a Strasburgo, anche per importanti elezioni regionali.

In gioco c‘è il rinnovo delle sei entità federate che fanno parte del Regno, e quindi gli equilibri tra fiamminghi e valloni. I due principali gruppi etnici da anni sono paralizzati in un braccio di ferro che ha finito per congelare i negoziati, rimandando il confronto a dopo le elezioni regionali di oggi.

Secondo i primi exit polls, nella regione delle Fiandre, prevalgono i democristiani del premier Van Rompuy, mentre la destra estrema e nazionalista del Vlams Belang registra una netta flessione. In calo anche i liberali dell´ex premier Verhofstadt.

Nella comunità francofona della Vallonia e della regione di Bruxelles, invece, si profila un testa a testa tra i socialisti guidati da Elio di Rupo e i liberali di Didier Reynders. Tra le due forze politiche da tempo si è innescata una competizione per la maggioranza relativa.

In base ai dati elaborati dall´Università libera di Bruxelles, nel complesso i centristi cattolici sarebbero lievemente in testa. Più che buono infine il risultato dei verdi, schizzati in avanti.

Il timore di molti osservatori è legato alle conseguenze del voto sugli equilibri politici che mantengono in vita lo stesso governo federale, risultato di una coalizione tra tre partiti fiamminghi e due valloni.

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tags: Belgio, Elezioni