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Si profila un testa a testa in Libano, dove oggi si vota per le elezioni politiche.
Un voto che chiama i cittadini a scegliere tra la coalizione 14 Marzo, attualmente al governo e sostenuta dagli Stati Uniti, e l’alleanza guidata da Hezbollah, vicina all’Iran e alla Siria.
Circa 200 osservatori internazionali monitoreranno lo scrutinio.
“La missione dell’Unione europea – sostiene il responsabile della missione Jose Ignacio Salafranca – sta lavorando con 100 osservatori. Copriremo circa il 20 per cento dei seggi nel paese. Credo che sia abbastanza per avere un’idea di come sta andando. Per ora tutto sembra normale”.
Poco più di 4 anni dopo l’assassinio dell’ex premier Rafik Hariri, che aveva portato al potere una maggioranza ostile alla tutela siriana, il figlio Saad Hariri tenterà di coservare le redini del governo.
Ma i sondaggi prevedono un risultato serrato, che profila l’ipotesi di un governo di unità nazionale.
Una via che il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato di voler tentare in caso di vittoria.
Negli ultimi 4 anni il Libano ha vissuto un conflitto armato e forti tensioni interne, rischiando di ricadere nella guerra civile. 50 mila soldati sono stati mobilitati per sorvegliare questo scrutinio.
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