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La prima a indicare la tendenza alla destra estrema è stata l’Olanda, che fin da giovedì ha visto il trionfo di Geert Wilders.
Il leader xenofobo, anti islamico e euroscettico ha avuto il 17 per cento dei voti, il triplo rispetto alle politiche del 2006.
In Austria il partito di estrema destra Fpö, raddoppia rispetto a 5 anni fa, ma si fa soffiare il terzo posto dagli euroscettici. Il partito che era di Haider resta invece sotto al 5 per cento.
In Gran Bretagna per la prima volta il partito di estrema destra Bnp entra al parlamento europeo, con due seggi.
Il Bnp, noto per non accettare nelle sue fila membri non bianchi e per la sua propaganda anti-islamica, ha ottenuto il suo eurodeputato nel collegio dello Yorkshire e nel distretto dell’Humber, dove il partito ha avuto il 10% dei voti.
L’eurodeputato, Andrew Brons, ha dichiarato esultante: “Considero questo il primo passo affinché la Gran Bretagna sia liberata dalla dittatura dell’Europa”.
In Ungheria, l’estrema destra è andata anche al di là delle previsioni: con quasi il 15 per cento, Jobbik, il partito nazionalista si conferma la terza forza politica nel paese.
Grande Romania infine, il partito di Vadim Tudor, accusato di xenofobia e sostenitore di una politica aggressiva nei confronti dei Rom, ha superato l’8 per cento. Avrà due seggi all’europarlamento.
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