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Trionfo dell’UMP di Sarkozy, sorpresa dei Verdi, disfatta dei Socialisti. Le elezioni in Francia sono state questo. Sullo sfondo, un astensionismo da record, circa 60 percento. Il partito del Presidente stravince e si attesta intorno al 28 percento. “E’ la prima volta dal 1984 – ha detto il premier François Fillon – che un partito della maggioranza presidenziale arriva in testa alle elezioni europee. Questo successo è un riconoscimento del lavoro fatto dalla presidenza francese dell’Unione europea”.
Crolla, invece il Partito Socialista, lacerato da una serie di lotte interne. Perde più di dieci punti rispetto al 2004 e si ferma a circa il sedici percento. La leader Martine Aubry ha ammesso la sconfitta. “Mi assumo ogni responsabilità – ha dichiarato. Non cerco alcuna ragione al di fuori di noi stessi. Il partito Socialista ha soprattutto bisogno di un profondo rinnovamento”.
Risultato storico per i Verti francesi. Daniel Cohn-Bendit, quarant’anni dopo aver guidato il 68 degli studenti, trascina Europe Ecologie al sedici percento. “Non abbiamo sbagliato elezione – ha dichiarato. Abbiamo detto che era un’elezione europea e che avevamo un programma per l’Europa, per la trasformazione”.
Sfuma invece il progetto centrista di François Bayrou. Il suo MoDem non arriva nemmeno al dieci percento.
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