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Le vittime in Iran diventano simboli della brutalità della repressione e dell’impotenza dei manifestanti. Un vano tentativo di rianimare una ragazza colpita al cuore da un proiettile. Un’immagine, già diventata icona della protesta, giunta all’esterno solo grazie al coraggio di altri manifestanti armati solo di telefono cellulare e capaci di caricarle sui siti internet.
I miliziani del regime in sella a motociclette finiscono a volte per terra e su di loro si scarica tutta la rabbia di chi non crede più o non ha mai
creduto nel senso di giustizia del proprio Paese.
I morti a oggi sono ufficialmente una ventina, anche se testimoni citati su diversi blog in rete parlano di decine di vittime solo nella giornata di sabato.
Il candidato dichiarato sconfitto Mirhossein Mussavi ha chiesto ai propri sostenitori di continuare a manifestare nonostante il divieto imposto dalla Teocrazia. In piazza con una candela nera in segno di lutto, anche a rischio di finire dietro le sbarre.
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tags: Iran, Manifestazione, Scontri
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