
Attaccata la chiesa di Belfast in cui si rifugiavano: 22 famiglie rumene vogliono andarsene
23/06/09 19:00 CET
Immigrazione
mondo
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Hanno deciso di lasciare l’Irlanda del Nord, il centinaio di cittadini rumeni da settimane vittime di attacchi razzisti. Ultimo, in ordine di tempo, l’assalto alla City Church di Belfast in cui si erano rifugiati dopo che le loro abitazioni erano state vandalizzate.
Dopo l’ennesimo attacco, a far visita di solidarietà ai rumeni è giunto il vicepremier del governo autonomo, Martin McGuinness, che si è detto offeso e disgustato per le cose accadute a persone innocenti. L’uomo di governo ha poi invitato a riflettere sul fatto che l’ondata di violenza sia alimentata da giovani e giovanissimi, forse esaltati per l’affermazione dei neonazisti del BNP alle recenti europee.
Degli assalti alle abitazioni degli immigrati devono rispondere due adolescenti, di 15 e 16 anni, che sono stati arrestati nei giorni scorsi.
Ma nè le indagini della polizia nè la solidarietà delle istituzioni bastano alle 22 famiglie rumene per non sentirsi più minacciate. Lasciata la chiesa, il gruppo, del quale fa parte anche una neonata di soli cinque giorni, passerà in un residence le sue ultime notti in Irlanda del Nord.
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tags: Immigrazione, Irlanda del Nord
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