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Una delegazione capitanata dal primo ministro Recep Tayyip Erdogan fa pressione per ottenere l’apertura di nuovi capitoli di negoziato. Il processo di adesione iniziato nel 2005 va a rilento. In particolare la delegazione turca si è scagliata contro l’idea avanzata dalla Francia di un partenariatop privilegiato al posto di un’adesione piena come stato membro.
La mia risposta è chiara e netta, dice Erdogan: nell’Unione europea non esiste questo tipo di associazione. E’ fuori discussione. Noi vogliamo far parte dell’Unione europea. Continuereno a lavorare a questo. Non esistono altre possibilità al di fuori di una piena adesione”.
Dieci capitoli per l’adesione sono stati aperti, ne restano 24. A bloccare l’avanzamento dei lavori, la riluttanza di Ankara a portare a termine le riforme sulle libertà e il riammodernamento dello stato, e il rifiuto della Turchia di riconoscere Cipro, già membro dell’unione.
A questo si aggiunge l’ostilità di alcuni paesi europei come la Francia e la Germania. Ma la Turchia fa notare che accettandola nell’Unione, l’Europa invierebbe in segnale forte di apertura verso il mondo musulmano.
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