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Colpo di stato in Honduras, il presidente Manuel Zelaya è stato sequestrato dall’esercito e condotto a forza in Costa Rica. Numerosi sostenitori hanno subito raggiunto la residenza di Zalaya per protestare contro l’assalto militare.
In un blitz l’esercito ha prima circondato la residenza del presidente nella capitale Teguchigualpa e poi l’ha costretto all’espatrio, le guardie hanno resistito per circa mezz’ora all’assalto dei soldati, circa duecento secondo alcuni testimoni.
Zelaya dalla Costa Rica ha dichiarato di essere stato sequestrato dall’esercito, di avere chiesto asilo politico, ha incitato i compatrioti a resistere, esortando gli Stati Uniti a chiarire il proprio ruolo nel golpe.
A scatenare la reazione dell’esercito il fatto che il presidente avesse organizzato per questa domenica un referendum costituzionale introducendo le riforme necessarie per correre per un secondo mandato alle elezioni del 29 novembre prossimo. Una consultazione giudicato illegale dalla Corte suprema e contro il volere del Parlamento e dello stesso esercito, ma con l’ampio sostegno delle organizzazioni popolari e indigene.
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tags: Colpo di Stato, Honduras, Militare
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