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L’opposizione di centro-destra si presenta come favorita alle elezioni legislative di domenica in Bulgaria. Il partito GERB, guidato dal sindaco di Sofia Boiko Borisov, è accreditato tra il 28 e il 35% dei consensi.
La crisi economica penalizza invece i socialisti del primo ministro Serguei Stanichev, che rischiano di non superare il 24 per cento.
Un fattore chiave sarà la partecipazione, che si annuncia piuttosto bassa.
“Dovremmo andare tutti a votare perché nessuno ha diritto di decidere del nostro futuro al posto nostro”.
“Negli ultimi anni, votare o non votare non ha fatto alcuna differenza. In campagna elettorale, tutti promettono le stesse cose, i politici dicono le stesse cose. E alla fine, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti”.
La crisi globale, in Bulgaria, ha colpito duramente: nonostante i tentativi del governo di difendere i posti di lavoro, i salari restano bassi e la corruzione è a livelli preoccupanti. Non a caso, nelle ultime settimane si sono moltiplicate le condanne per la compravendita di voti. Ma quello che più temono gli analisti è un periodo di incertezza politica, perché nessuno dei principali partiti è chiaro sulle prospettive di una coalizione.
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