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L’Unione europea risponde con una voce sola all’Iran. Tutti i ministeri degli esteri dei 27 hanno deciso di convocare il rispettivo ambasciatore iraniano per protestare contro la detenzione di alcuni dipendenti locali dell’ambasciata britannica
di Teheran. Se questi non verranno rilasciati entro la fine della settimana i rappresentanti dell’Unione si riuniranno di nuovo per esaminare nuove iniziative.
Il capo del consiglio dei guardiani è tornato ad accusare i paesi di stranieri di aver influenzato le manifestazioni anti-Ahmadinejad.
“Pensavate che sarebbe accaduta la stessa cosa che in Ucraina e Georgia – ha detto Ahmed Jannati -. Grazie alle proteste di strada avete cercato di rovesciare un governo e nominarme un altro a voi gradito? Se è quello che credete allora la vostra stupidità è senza limiti”.
L’opposizione iraniana dopo le grandi manifestazioni di giugno si prepara a nuove azioni per mantenere viva la protesta. L’ex candidato alle presidenziali Mussavi ha annunciato su internet uno
“sciopero generale” islamico dal 6 all’8 luglio e ha invitato i suoi sostenitori a continuare “i canti notturni di protesta”.
In risposta gli ultraconservatori che sostengono Ahmadinejad spingono per un’azione legale contro lo stesso Mussavi per aver organizzato “raduni illegali”.
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tags: Crisi, Iran, Unione europea
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